I migliori album italiani del 2019

Un altro anno, ricco di importanti novità musicali, è giunto al termine.
La nuova musica non è mancata, tanti giovani ma anche molte riconferme dai mostri sacri del settore.
In questo articolo troverete i migliori album italiani del 2019, rigorosamente in ordine casuale e senza nessun tipo di classifica.

AchilleLauroAchille Lauro – 1969
Con 1969, quinto lavoro in sei anni, Achille si riconferma uno dei più eclettici artisti della scena italiana, sfornando un album breve ma composto da potenziali singole hit che vanno dalle ballate più classiche (C’est la vie) a pezzi rock (Cadillac, Rolls Royce) fino ad arrivare ad atmosfere più scure ed elettroniche (Sexy Ugly).


BeForestBe Forest – Knocturne
L’ormai rodato trio marchigiano sorprende ancora una volta, 5 anni dopo, con Knocturne, l’album che definitivamente ci fa immergere in un’oscurità finora solo preannunciata, fatta di storie rassegnate raccontate con suoni cupi e potenti che a volte ipnotizzano (K, Fragment, Sigfrido), altre ossessionano (Gemini, Empty Space).


ThaSupremeTha Supreme – 23 6451
Debutto col botto per il rapper romano classe 2001 che con il suo album d’esordio, 23 6451, ha conquistato la scena hip-hop italiana. Come spoilerato dal titolo, le basi sono le vere protagoniste: innovative e sperimentali, riflettono la freschezza dei suoi 18 anni, dando vita a ritmi incalzanti che insieme agli espedienti vocali come slang, autotune e dilatazione delle vocali creano ritornelli musicali originalissimi.

MassimoVolumeMassimo Volume – Il nuotatore
Atmosfere claustrofobiche e ritmiche pulsanti.
Un album che tratta di uomini caduti verso il basso come un nuotatore sul fondo di un mare molto mosso.



IHateMyVillageI Hate My Village – Self Titled
Con una formazione del genere non si poteva certo sbagliare, e infatti non ne sbagliano una Adriano Viterbini, Fabio Rondanini, Alberto Ferrara e Marco Fasolo, dando vita ad un progetto che evoca i suoni e i colori della musica africana rivisitata in chiave ancor più psichedelica.



MassimoPericoloMassimo Pericolo – Scialla Semper
Il rapper classe ’92 con il suo album d’esordio, Scialla Semper, ha messo tutti d’accordo, dai nostalgici della vecchia scuola ai novellini, riportando il rap italiano nelle strade a suon di insofferenza canalizzata in barre iconiche, suoni grevi e strumentali che vanno dalla trap all’old school.


GiorgioPoiGiorgio Poi – Smog
Con il suo ‘primo secondo disco’ come lui stesso lo definisce, Giorgio Poi ci fa immergere in atmosfere sentimentali, malinconiche, pescando sia nel quotidiano che in riferimenti del passato, accompagnate dalle sonorità pop dei synth presenti in quasi tutte le tracce, creando un album leggero ma che segna il solco della NUOVA musica italiana.


AndreaLaszlodeSimoneAndrea Laszlo de Simone – Immensità
Soltanto 4 canzoni e fra di esse qualche intermezzo, Laszlo dà vita ad un album quasi lirico dominato da una voce malinconica, melodie di archi e fiati e cori di voci angeliche. Senza Nessun momento di pausa ma soltanto con delicate transizioni da un brano ad un altro, Laszlo riesce ad unire referenzialità al passato e sperimentazioni in un unico universo musicale.


MurubutuMurubutu – Tenebra è la notte
L’album italiano più bello dell’anno.
Poetica ritmica da lasciare a bocca aperta, storytelling mostruoso senza tralasciare la parte strumentale, i beat sono coinvolgenti e le tematiche azzeccate. Una vera bomba!
Qui potete trovare una chiacchierata avuta in occasione di un suo live.


MarracashMarracash – Persona
Il king del beat è tornato con un lavoro meno spaccone e più PERSONAle.
Testi meno pungenti e sboroni ma più criptici e introspettivi, complice forse il ‘mood’ della scena musicale nostrana.
Un ritorno molto gradito per gli amanti del genere.

 

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