Intervista ~ IO e la TIGRE

Io e la Tigre, al secolo Aurora Ricci e Barbara Suzzi, suoneranno venerdì 10 Maggio presso l’Edelweiss di San Benedetto del Tronto.
Il duo tutto al femminile sta portando in tour il loro ultimo lavoro intitolato “GRRR POWER” pubblicato nel 2018 per Garrincha Dischi.
Grazie all’Associazione Culturale “Prima Persona Plurale” abbiamo avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con loro.

Il vostro secondo LP intitolato “GRRR POWER” ha riscosso molto successo. Come è stato creato questo disco? Quali sono state le influenze che lo hanno accompagnato? A quali artisti vi siete ispirate?
In questi anni abbiamo lavorato molto sulla fiducia e il nostro far musica ha rispecchiato questo nostro processo.
All’inizio facevamo fatica a far entrare gli altri nel nostro mondo, visto che arrivavamo da 10 anni di lontananza e abbiamo lavorato molto sulla ricostruzione del nostro rapporto.
Col tempo poi il nostro legame è maturato e per GRRR POWER ci siamo affidate ad Andrea Comandini, in arte Marquez, con cui abbiamo lavorato molto di più sugli arrangiamenti dei brani.
Marquez è stato paziente e ha avuto il polso necessario per domare due tigri.
Nel disco il tema principale è quello della forza, declinata nell’affrontare ed esorcizzare diverse paure ed ansie: il vuoto, l’abbandono, la paura di sbagliare e di ferire. Diciamo quindi che a ispirare il disco è stato soprattutto questo tema.
Riguardo alle fonti di ispirazione e alle influenze, diciamo che i nostri ascolti sono molto differenti tra di loro.
La TIGRE si è formata principalmente con i Dead Kennedys, Slint, Negazione, Raw Power, Sonic Youth, No means no, Bikini Kill, At the Drive in, Ramones, Germs e Sleater kinney.
IO invece si è formata con il pop degli anni 60 sia italiano che UK e USA, che hanno molto influenzato il pop nostrano in quegli anni, insieme ad ascolti legati cantautorato come Nada, Carmen Consoli, Cristina Donà, Patti Smith e Carole King.
Quello che viene fuori è sempre un mix tra due mondi e questo sinceramente ci piace molto e lo troviamo il nostro valore aggiunto.

Inutile nascondere che il titolo suona molto come GIRL POWER, forse uno dei termini più inflazionati del 21esimo secolo. Per voi sono la stessa cosa?
Chiaramente no. Il nostro concetto di GRRR POWER vuole essere inclusivo, tutti possono esprimerlo.

Leggiamo sempre di voi come “duo al femminile”, “band femminile” come se l’etichetta del genere fosse imprescindibile. Rivendicare questo “GRRR POWER” deriva forse dalla necessità di rivendicare la vostra neutra, nel senso di senza genere, artisticità o come reazione a qualche tipo di discriminazione?
Il GRRR POWER per noi è la forza che tiri fuori quando entri nella tana della tua tigre per affrontare le proprie paure, accettando la sfida di uscirne trasformati.
Rivendicarlo è mettere l’accento su un qualcosa verso cui ci impegniamo quotidianamente, con coraggio e fatica.
Mettere l’accento sul genere, su qualcosa che non si capisce perché dovrebbe darci più o meno qualità, è qualcosa che non comprendiamo proprio.
La nostra forza è la nostra storia: ricominciare a suonare insieme dopo dieci anni di gelo, rimettere in gioco il nostro rapporto, ricominciare a fidarsi dell’altra.
Entrare nella tana della tigre per noi è stato proprio questo e per questo motivo abbiamo deciso di chiamarci IO e la TIGRE, in cui una rappresenta la soggettività e l’altra la paura e la forza verso cui andare.

Ascoltando i vostri lavori, in “Dormi Bene” cantate “Come si fa a fallire anche quando hai messo tutto il tuo impegno?”.
Vi è mai capitato di fallire anche dando il massimo? E quale è stata la vostra reazione? Può aver influito sulla vostra musica?

Sì ci è capitato e probabilmente ricapiterà. Ma l’importante è appunto la reazione.
Dopo un primo momento in cui sei a terra, schiacciata dal dolore e dalla paura che non ci potrà essere un esito positivo, lì arriva il momento di tirare fuori il tuo GRRR POWER.
Ciò che viviamo va a finire nella nostra musica e il modo in cui affrontiamo le cose, finisce in modo catartico anche sul palco: il luogo in cui esorcizziamo le nostre paure.

In “Madre di Dio” dite “criticate solo quello che è concesso e apprezzate solo quello che è permesso”. Pensate vi sia mai capitato che qualcuno vi criticasse solo perchè è “concesso” se non quasi scontato criticare una donna?
Madre di Dio parla della paura di dire ciò che si pensa, in particolare il testo si rivolge a quei critici musicali i quali, nel tentativo di assicurarsi il favore dei lettori, non esprimono quello che pensano realmente ma quello che va di moda o ciò che i “grandi critici”, quelli più in alto di loro e più blasonati, scrivono e pensano.
Sono quelli che non osano andare contro l’opinione dominante.
Poi ci sono anche quelli che invece si credono i Lester Bangs “di turno”, che sono anche peggiori dei primi citati.
Se qualcuno ci critica perché non gli piace la nostra musica o comunque per motivi artistico-musicali, va benissimo, ma se l’ha fatto perché appartiene ad una delle categorie di cui sopra o per motivi legati al genere, quindi perché siamo ragazze o perché non siamo alla moda o perché abbiamo i chitarroni anziché i synth beh, è proprio un “poveretto”, uno il cui parere crediamo interessi a pochi, tanto meno a noi.
Comunque no, non ci è mai capitato di essere criticate per il fatto di essere donne ma ci è capitato di ricevere complimenti per il fatto di esserlo e che quindi sono risultati molto offensivi quali: “per essere una femmina sei brava…”.

Noi tra qualche settimana parteciperemo al Primavera Sound, noto festival musicale a Barcellona.
Per il primo anno, dopo 19 edizioni, nel palinsesto saranno presenti più artiste femminili che maschili.
Crediamo fortemente che il sessismo in ambito musicali debba essere superato ma questa notizia è stata fatta rimbalzare da diversi addetti del settore. Una vostra opinione a riguardo?

Dal poco che abbiamo seguito, il tentativo del Primavera Sound di rendere più omogenea la componente di genere ci è parsa sicuramente interessante, in quanto hanno voluto sottolineare il fatto che dovrebbe essere la normalità.
Ma non perché ci debbano essere delle quote rose nella musica, quanto invece perché la qualità non dovrebbe essere ricercata principalmente in un genere.
Ci auspichiamo che un gesto del genere di fiducia anche ad altri organizzatori di eventi. In Italia, come nel resto d’Europa, una realtà come #SheSaidSo si sta muovendo tra le professioni musicali per la promozione e la difesa dei diritti delle donne all’interno di un ambiente ancora troppo sessista come quello della musica.
Lunga vita a questo movimento e al suo GRRR POWER.

Siamo alle battute finali e ai saluti.
Noi di Flat Circle Radio e dell’Associazione Culturale “Prima Persona Plurale” vi ringraziamo e non vediamo l’ora di ascoltarvi live venerdi 10 Maggio. Se avete qualcosa da aggiungere siamo tutte orecchie.

Grazie a voi per questa intervista.
Vi aspettiamo venerdì a San Benedetto per farci raccontare un po’ da voi qualcosa sul vostro GRRR POWER.

Domanda finale a bruciapelo. Quali album/artisti consigliereste ai nostri ascoltatori?
Suvari – Prove per un incendio
Johnny Mox – Future is Not Coming, But You Will
Big Joanie – Sistahs
Salmo – Playlist
Cherry Glazerr – Apocalipstick
Snail Mail – Lush
Giovanni Truppi – Poesia e Civiltà
Cigarettes After Sex – Cigarettes After Sex

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