Intervista ~ Manitoba

Manitoba, PrimaPersonaPlurale, 2019, intervista, Geko, Divorami

Mancano pochi giorni all’ennesimo live targato Prima Persona Plurale a San Benedetto del Tronto.
Questa volta è il momento di Filippo e Giorgia, in arte Manitoba.
Abbiamo parlato con i ragazzi del loro album “Divorami” e di come è nato questo duo così promettente.

Come da rito vi chiediamo, come si è creato questo sodalizio umano e artistico che ha portato alla creazione dei Manitoba?
Ci conosciamo da sempre, andavamo al mare insieme da piccoli.
Poi il destino, o il caso, ci ha voluto fare incontrare di nuovo.
Non scorderemo mai questa nostra storia particolare e bella che ci lega da sempre e cercheremo di onorarla.

I nomi delle band hanno molte storie dietro. Quella del vostro qual’è?
Il nostro nome è così perchè suona bene, però è anche uno stato del Canada o un tipo di farina.
Noi per esempio lo abbiamo trovato su un sacco di mangime per pappagalli, ci piaceva vederlo scritto e pronunciarlo.

Raccontateci un po’ del vostro disco DIVORAMI pubblicato il 9 marzo 2018 per Sugar.
Le influenze che lo contraddistinguono sono numerose: indie, R&B, post rock e addirittura new wave .
Come giudicate il vostro sound?

È il nostro primo disco. Per questo siamo soddisfatti in pieno.
Il sound è come se una band di black music suonasse nello spazio con dei synth, e questo ci piace. Ma non smetteremo di sperimentare.

Le canzoni presentano un tiro abbastanza diverso una dall’altra.
Ciò ci è piaciuto tanto, perché siamo abituati a dischi forse un po’ troppo monotematici in termini di sound, format e testi mentre in voi vediamo più libertà espressiva.
A chi vi rivolgete con la vostra musica?

Grazie! Ci rivolgiamo a tutti.
A tutti quelli che riescono a volere bene a queste canzoni!

Per quanto riguarda la parte più pratica della creazione del vostro album, è stato più impegnativa la composizione o la registrazione? Come avete approcciato le due fasi?
Entrambe le fasi ci hanno divorato, anche per questo il disco si chiama così. Sia la composizione che la registrazione sono state magiche.
La prima a casa nostra, la seconda in degli studi magnifici nella nostra Toscana.

Voi siete nati e cresciuti a Firenze.
La scena musicale della vostra città in cosa differisce dalla “scena romana” che sembra aver monopolizzato la musica italiana in questi anni?

A Firenze suoniamo tanto e la cosa bella è che non seguiamo le mode.
Non seguiamo tanto le mode neanche noi stessi, a dir la verità, e non conosciamo molto bene la scena romana.
Di certo però possiamo dire che ci piace questa cosa dell’indie, anche se forse dovremmo smetterla di chiamarla indie e intenderla piuttosto come un nuovo modo di dare valore alla musica che piace fuori dalle radio e dai megamacchinoni televisivi.
Speriamo che tutto si muova verso un alta qualità e sempre meno verso cose banali.
E speriamo soprattutto che resti questa attenzione alle realtà nuove.

Siamo alle battuti finali, vi auguriamo il meglio per la vostra musica e il vostro talento. Volete consigliarci un album a testa che vi ha colpito molto recentemente?
Un saluto da Flat Circle Radio e dall’associazione “Prima Persona Plurale”.
Ci vediamo il 24 al GEKO!

Vi consigliamo l’ultimo dei Gorillaz e Marassi degli Ex-Otago! Un abbraccio!

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