Intervista ~ Costiera

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Venerdì 18 Gennaio siamo stati al Caffè Moretti, a San Benedetto del Tronto, per il live dei Costiera organizzato dall’associazione Prima Persona Plurale.
Abbiamo avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con i membri della band Francesco, Rocco e Alfonso.

Innanzitutto il classico rituale delle presentazioni.
Il vostro nome, Costiera, deriva proprio dall costiera Amalfitana?
Diciamo di si, noi siamo cresciuti a due passi dalla Costiera Amalfitana, ci passiamo le estati ma anche gli inverni.
Ci piaceva l’idea di trovare un nome al progetto che per noi avesse un valore simbolico e che allo stesso tempo suonasse bene.

Il 30 novembre 2018 avete pubblicato il vostro primo album, Rincorsa, per Futura Dischi e Peermusic Italy. Cosa si prova a presentarsi per la prima volta al grande pubblico con il biglietto da visita di “band da tenere d’occhio”?
Beh diciamo che ci fa piacere, speravamo che il disco avesse un seguito e suscitasse interesse, se siamo “una band da tenere d’occhio” vuol dire che un minimo ci siamo riusciti.

Il processo creativo, composizione e scrittura, è affidato ad un singolo membro o lavorate tutti e tre insieme?
Lavoriamo tutti insieme sui brani, Francesco è quello che dirige maggiormente il processo creativo ma ognuno ci mette del suo e il sound dei Costiera è il risultato di queste influenze e mani che si sovrappongono.

Non ci piace fare paragoni con altre band anzi chi suona cerca di inserire sempre se stesso nella propria musica. Quali sono state le band, italiane e straniere, che vi hanno influenzato o che semplicemente avete ascoltato di più nella creazione di “Rincorsa”?
Siamo partiti con l’idea che James Blake fosse Dio (e lo è ancora), ma non sappiamo poi quanto ci ha influenzato nella scrittura. In realtà non abbiamo seguito dei modelli, anche perchè noi tre ascoltiamo cose diverse, spesso anche molto lontane tra di loro.

In “Mentre mollo la presa” dite che vorreste “la verità, quella mia (…) esser fiero di me, in ogni idea mentre mollo la presa”. Immaginiamo che mollare la presa sia stata proprio l’uscita del disco. Come vi siete sentiti? Siete fieri del lavoro svolto?
Si, siamo contenti del lavoro fatto, soprattutto perchè veniva da un periodo in cui a livello personale avevamo affrontato tanti ostacoli come progetto, quindi riuscire a pubblicare l’album è stato un bel risultato, a prescindere poi dai feedback.

Nella produzione dell’album avete lavorato al fianco di Andrea Suriani, che ha collaborato con artisti del calibro di Cosmo, Calcutta, Colapesce….. Ne avete guadagnato in esperienza?
Tantissimo, Andrea è un professionista di altissimo livello, con lui ci siamo trovati benissimo sotto ogni aspetto.
La produzione è sempre un terno a lotto, ma tornando indietro decideremmo sicuramente di lavorare ancora con lui.

Lo stadio “Simonetta Lamberti” (Cava de Tirreni) nel video di “Mai stati in Serie A” e il titolo stesso del brano rappresentano in qualche modo la vicinanza al mondo del calcio. E’ cosi o abbiamo preso un abbaglio?
Diciamo che si lega completamente al titolo visto che la la Cavese non è mai stata in Serie A, ma soprattutto al testo della canzone, che parla dei campi di provincia.
Dopotutto gli stadi delle piccole città sono la migliore rappresentazione della vita di provincia.

Siamo ai saluti, noi di Flat Circle Radio e Prima Persona Plurale vi facciamo i complimenti e vi auguriamo di arrivare alla vostra “Serie A”. Perlomeno artistica. Se ci siamo dimenticati qualcosa siamo ancora in tempo.
Un saluto a voi ragazzi!

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