Willie Peyote ~ 25/07 Montecosaro

In un torrido mercoledì di Luglio che c’è di meglio di un bel live serale? Gratis per di più!
Parliamo del Mind Festival, uno dei Festival più importanti del centro Italia, a Montecosaro (MC),che si fa strada dal 2013, offrendo una vasta gamma di artisti tutti a ingresso libero!
Mercoledì 25, per la giornata inaugurale, si aprivano le danze con Willie Peyote, anticipato dai Little Pieces of Marmelade.
I due ragazzi spaccano il palco con il loro stoner rock psichedelico, suoni distorti ma personalità e presenza scenica da vendere se pensiamo che hanno all’incirca vent’anni.
Originari delle colline marchigiane, Filottrano, conquistano tutti con la loro aria da freaks e si guadagnano un pubblico urlante.
Ma l’atmosfera si fa tesa, il concerto è iniziato con più di un’ora e mezzo di ritardo e l’astinenza da Toninelli si fa sentire: Guglielmo, dove sei?
Ed eccolo sul palco in tenuta super casual, con qualche riccio in meno per confondere le masse ma con l’occhiale intellettuale che non tradisce.
A dare il “la”, un estratto di monologo di Giorgio Montanini, intitolato 7 Miliardi, ed ecco che entra tutta l’orchestra Sabauda, in cui spicca un Frank Sativa inspiegabilmente in pantaloni lunghi e maglione, a fomentare le masse a suon di C’hai ragione tu.
Al nostro terzo live, Willie non si smentisce, suonando ininterrottamente per più di un’ora e mezza con una scaletta che spazia tra i brani più hardcore del primo album come Fresh, Glik, TmVB, a quelli più ‘politically incorrect‘ di Sindrome di Tôret, passando per la new entry L’effetto sbagliato.
Quest’ultima, a nostro parere, l’hit dell’estate di cui sentivamo il bisogno.
Una serata sorprendente anche per l’artista stesso che, nonostante l’evento aperto a tutti, si è trovato davanti un pubblico fatto di fan fin nel midollo che non hanno risparmiato nemmeno una barra.
Dopo averci salutato con la più classica E allora ciao, le luci si riaccendono, le migliori playlist indie italia di spotify partono di sottofondo e noi non abbiamo più un filo di voce nemmeno per darci la buonanotte; ma tanto: le parole non funzionano ma le bestemmie sì (semicit.).

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