Cosmo ~ 20/07 Ancona

È una settimana che sono in fibrillazione, senza riuscirmi a spiegare bene il perchè, considerando pure gli apatici commenti della gente che mi circonda, per la quale la parola Cosmo evoca tutto tranne che un cantante.
Sarà perchè questo posto è casa per me ma, di contro, probabile sono già là con la testa.
Mercoledì e giovedì passano con una lentezza irreale, venerdì non passa proprio per niente. A lavoro ogni secondo sembra infinito.
Intanto Ancona brucia di caldo, l’aria è così satura di umidità che si fa fatica persino a respirare.
In qualche modo le 8 di sera arrivano, il tempo di salire in macchina, 10 minuti e sono davanti all’ingresso. Aspetto, come sempre, gli immancabili compagni di viaggio. Come sempre in ritardo.
La mole Vanvitelliana, il luogo dove ogni anno viene organizzato lo Spilla Festival, è qualcosa di unico nel suo genere: ex lazzaretto, sobrio nella sua strana geometria in mezzo al porto, crea uno scenario tutto particolare. Soprattutto per un concerto.
C’è parecchia gente stasera, ci sono perlopiù ragazzi. Ci sono file per entrare, file per la birra e file per andare in bagno. E noi ancora a stomaco vuoto.
Le 10 di sera arrivano senza che ce ne rendiamo troppo conto, le luci si spengono, la gente si raggruppa vicino al palco. Noi con loro: il concerto finalmente inizia!
E’ estremamente difficile spiegare Cosmo dal vivo. Spiegarlo soltanto a parole è quasi impossibile. Cosmo è tante cose insieme: è musica, soprattutto suono, ma è anche luci, colori, parole.
Bentornato è la prima canzone in scaletta. Bentornato è anche la più veritiera definizione di quello che realmente sarà questo concerto: “Vorrei cantare bene al primo colpo, vorrei scrivere una canzone di un minuto..farò tutto in un unico concerto”. Le pause non esistono: una canzone rincorre l’altra in una fusione di suoni che diventano onde che ti inghiottono e trascinano a largo.
Non si può non ballare. C’è una forza quasi magica che ti spinge a muoverti, anche fosse soltanto un’impercettibile movimento dei muscoli. Tu e tutte le persone che ti circondano la sentite. Tu e tutta questa gente in qualche modo ballate.
Non si può sopratutto non cantare. A Quando ho incontrato te le nostre voci si mescolano e sovrastano tutto. Tutti insieme come un unico corpo.
Ad un certo punto spariscono tutti dal palco e resta soltanto lui per quelli che saranno definiti come i “30 minuti di DJ Set di Cosmo”. 30 minuti di musica e colori che si accendono e spengono. 30 minuti in cui fai in tempo ad abituarti ad un suono che subito questo cambia, muta,si deforma.
Il senso del tempo e della realtà si perdono in un camaleontico turbinio di suoni. Ancona e la sua mole si trasformano a tutti gli effetti in un’immensa discoteca a cielo aperto.
Cosmo esce, rientra e ricomincia per quella che sarà la batteria finale del suo concerto, concedendoci un trittico di capolavori affilati che non ti lasciano, di nuovo, un attimo di tregua. Tutto d’un fiato.
A mezzanotte inoltrata la magia, purtroppo, finisce.
Le luci si riaccendono e ci trovano zuppi di sudore, sporchi, senza voce e senza una goccia di qualsiasi liquido commestibile a disposizione. Eppure sorridiamo, felici. Siamo tutti d’accordo che è stato uno dei migliori concerti mai visti.
Cosmo ci piace un bel po’ (come si dice da queste parti)!

Piccola nota dell’autore: se Cosmo è riuscito a farmi sopportare gli ammassi claustrofobici di gente che non mi mettono propriamente a mio agio, il caldo, la fame e la musica elettronica che, lo stesso, non mi mette così tanta allegria addosso e non solo è riuscito in tutto questo ma è anche riuscito a farmici ballare sopra, senza pensieri, allora sì: è stato davvero un capolavoro.

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