Primavera Sound 2018 (Report)

30 Maggio

Subito dopo pranzo il nostro Primavera Sound 2018(sito) inizia con due file:

  • La prima per prendere il braccialetto dell’Abono;
  • La seconda per riuscire ad accaparrarsi 2 dei circa 3000 biglietti disponibili per il live degli Spiritualized all’Auditori Rockdelux.

Sbrigate tutte le pratiche burocratiche entriamo nel Parc del Forum, che sarà la nostra casa per i prossimi 4 giorni.
La classica birra di rito e ci si dirige subito al palco Primavera with Apple Music, decisamente migliorato sotto ogni aspetto, per il live degli Starcrawler.

STARCRAWLER
La band californiana parte subito forte cercando di smuovere il pubblico con il suo Glam Rock in perfetto stile americano.
Peccato soltanto che i volumi della chitarra e dei microfoni siano completamente sballati e, vuoi per questo e per la ripetitività della loro musica, il live scorre abbastanza nell’anonimato.
Nota a margine; la cantante Arrow de Wilde e’ davvero un animale da palco.

SPIRITUALIZED
Che dire….l’attenzione di questa giornata è rivolta principalmente verso questa performance.
La location è di tutto rispetto, l’Auditori Rockdelux è uno dei fiori all’occhiello per l’ascolto della musica live.
Partono i cori, la chitarra, tutta l’orchestra… non è un “concerto” ma piuttosto un’esperienza mistica.
L’ingegneria del suono è ai massimi livelli e ogni strumento arriva dritto al cervello anche a distanza notevole dal palco.
Il riassunto del nostro stato d’animo e’ “Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space …”. Superbi.

WOLF PARADE
La sovrapposizione Spiritualized (ultima mezz’ora) e Wolf Parade è di quelle toste ma dopo aver viaggiato nello spazio all’Auditori con il cantante inglese abbiamo voglia di un po’ di indie-rock e mi dirigo verso la band canadese.
Un’ora tiratissima di chitarre toste e distorte, la band che si scatena e suda, mentre il sole alle nostre spalle tramonta.
La loro energia viene assorbita dal pubblico e l’atmosfera che si crea è perfetta.
A fine live siamo eccitati e frenetici perché siamo solo ad inizio festival e sappiamo che ci aspetteranno giorni di pura musica e godimento.

BELLE AND SEBASTIAN
Sicuramente non è una delle band più affini ai nostri gusti musicali ma ci dirigiamo verso il palco Primavera perché la band scozzese è un’istituzione della musica con più di 20 anni di successi e siamo curiosi della loro resa live.
La nostra scelta è corretta: dal vivo è uno di quei concerti che ti rimangono dentro insieme a molta complicità tra i membri della band e tanta tanta qualità.
Nei festival spesso ci si rende conto del livello degli artisti con molti anni di carriera alle spalle e si resta semplicemente a bocca aperta.

31 Maggio

VAGABON
Laetitia Tamko, 25 enne cuore e voce del progetto Vagabon è decisamente tesa sul palco perché probabilmente è alla prima vera prova musicale davanti ad un pubblico numeroso che ha apprezzato il capolavoro Infinite Worlds pubblicato lo scorso anno.
La tensione svanisce appena inizia ad arpeggiare la sua chitarra e inizia a cantare con la voce che esce bella, pulita e quasi commovente. La giornata inizia bene!!!

EZRA FURMAN & THE VISIONS
Ezra è una piacevole sorpresa di questo giovedì….. non siamo affatto preparati alla sua esibizione per via del grande studio musicale prima di un evento del genere, un po’ come quando salti un capitolo per un esame per cercare di studiare meglio gli altri.
Il ragazzo ci ha davvero colpito, grande presenza scenica e una band, i The Visions, di tutto rispetto.
Citiamo giustamente la scritta sul suo petto QUEER POWER…!!!
Eggià, Ezra è un uomo a cui piace proprio vestirsi da donna!

THE WAR ON DRUGS
Già visti a Milano in prima fila ma ciò non significa niente, non esiste sovrapposizione che tenga quando Adam è alle chitarre: si ascolta, in silenzio, e ci si fa trasportare dalla musica.
Base ritmica potente e calzante e poi synth avvolgenti e tantissime chitarre belle da morire.
Tanti si sono lamentati del poco rock presente quest’anno nella line up del festival, bè, i War on Drugs valgono per dieci.

BJORK
Ammettiamo il poco interesse per la cantante islandese e quindi siamo lontani dal palco ma comunque attenti all’ascolto perché quest’anno i suoni dei due main stage, Mango e Seat, sono davvero buoni anche da notevole distanza.
Non nella calca, riusciamo a trovare il giusto mood per goderci anche questo live tra una birra e l’altra.

VINCE STAPLES
Le aspettative per Vince sono altissime, abbiamo deciso di saltare a piè pari Nick Cave e the Bad Seeds proprio per accaparrarci la prima fila del palco Ray-Ban.
Vince arriva in assetto da guerra, giubbotto antiproiettile e abbigliamento total black e scatena una vera e propria battaglia. Un live da un’ora davvero senza fiato con “pogo” , salti e ancora “pogo”. Unica nota dolente: una momentanea interruzione di corrente.
UNA VERA BOMBA!

CHVRCHES
Arriviamo nella mezz’ora finale visto la distanza del palco Seat dal Ray-Ban e l’accavallamento di orari con Vince Staples.
Poco da dire… ascoltiamo i brani classici Mother We Share, Recover e qualche novità Never Say Die, i volumi sono buoni da poter permettere l’ascolto anche a distanza e la band sembra prestarsi bene al ruolo di Headliner.
Noi d’altro canto abbiamo bisogno di riposo dopo il live precedente!

HERE LIES MAN
L’ora è tarda e ci dirigiamo verso il palco Adidas nella speranza di beccare qualche chicca….. ed infatti eccola: gli Here Lies Man.
Un misto di psych rock e afrobeat, classico live che ti fa chiudere la giornata con un sorriso.
Eh sì, siamo riusciti a beccare anche un bel concerto di 40 minuti alle 3 di notte!

DJ KOZE
Sono le 3:30 e ci rimangono giusto le ultime energie per molleggiare a destra e sinistra.
Dj set a dire il vero un po’ scarno e ci aspettavamo molto di più vista la bellezza del suo ultimo lavoro.
Pazienza: ora c’è solo una cosa da fare…riposarsi per il giorno dopo!

1 Giugno

STRANGER THINGS OST
Il secondo giorno di festival inizia relativamente presto. Alle ore 14:00 ci ritroviamo nell’ennesimo Auditori, auditorium nella nostra lingua, presente a Barcellona per il duo Kyle Dixon & Michael Stein, membri dei SURVIVE.
I due ragazzi sono conosciuti per aver dato vita forse ad una delle colonne sonore originali più belle dei nostri tempi: quella della serie tv Stranger Things.
Il palco si presenta in perfetto stile Demogorgon con luci rosse/blu ad intermittenza e gli artisti al centro.
Il live è davvero piacevole, siamo riusciti ad accaparrarci il posto in prima fila e ci ritroviamo magicamente nell’upside down.

WAXAHATCHEE
Nome impronunciabile ma musica piacevole. Band tutta al femminile capitanata da Katie Crutchfield, cantante ed autrice dei brani.
Dopo un primo momento di relax sul prato le melodie pop ci hanno fatto alzare per assistere più da vicino al live.
Sotto il caldo cocente del forum non siamo in molti, essendo solo l’inizio della giornata però siamo tutti ma restiamo sempre attenti soprattutto ai nuovi talenti del panorama musicale, proprio come waxa…..etc etc

JOHN MAUS
Siamo già al secondo live della giornata al Parc del Forum e quello a cui abbiamo assistito è veramente qualcosa di stupendo tanto che abbiamo anche una curiosa storia da raccontarvi (completamente inventata).
Il buon John si presenta sul palco con una band di ragazzini e a giudicare dalla somiglianza probabilmente il bassista è proprio suo figlio mentre gli altri componenti i rispettivi compagni di classe.
Maus è un ragazzo di 38 anni, fede al dito, un passato da filosofo, chimico e studente universitario.
Anche un passato di rabbia, di amicizia con Ariel Pink e di politica che viene vomitato sul palco con il suo aggressivo synth-punk (passateci il termine).
Dopo una manciata di canzoni il suo volto è quasi tumefatto dai pugni che si autoinfligge in testa!!!!
Poco da dire: l’esibizione è stata una bomba.
I membri della band sono davvero delle giovani promesse, il batterista su tutti.
A noi piace pensare che la moglie lo stesse guardando da dietro le quinte e stesse rispondendo alle domande degli addetti ai lavori “Ma fa così anche quando siete a casa?” “No soltanto sul palco…. a casa stira, cucina e va a fare la spesa”.
Una bellissima scoperta.

FATHER JOHN MISTY
Oltre all’imbarazzante sex appeal di Joshua Michael Tillman attendiamo con ansia questo live poiché sono tre giorni che, completamente a caso, qualcuno di noi fa partire il ritornello del singolone Mr Tillman brano estratto dall’ultimo album capolavoro dell’americano ex batterista dei Fleet Foxes.
Oltre ai preamboli, lo show è di quelli seri e sensuali con un’energia da palcoscenico mostruosa e un’orchestra che delizia l’ascoltatore nelle ballate classiche dell’artista americano.

THE NATIONAL
Come vi spiegavamo sopra per i Belle and Sebastian, chi ha una carriera bella tonda alle spalle nei live fa davvero la differenza!
I National in studio potrebbero annoiare dopo un po’ ma dal vivo è tutta un’altra storia: i suoni si fanno più intensi e i riarrangiamenti sono meravigliosi e trascinanti.
Il frontman Matt Berninger sente molto ciò che canta e ciò si percepisce tantissimo: è quasi come se riesca a trasmettere al pubblico proprio quello che ha da dire.
Il live corre veloce con una scaletta tra passato e presente e quando finisce ne vorremmo ancora e ancora…servono dieci minuti di pensieri e altri dieci di fila per una birra per farci passare la nostalgia di quei suoni amalgamati alla perfezione.

MOGWAI
I Mogwai sono i Mogwai, poco da dire…
La band scozzese è perfetta sopra al palco, ci presentano tutti i classici del loro repertorio intervallati solo da un Thank you o un Grazias o entrambe.
Chi li conosce già sa perfettamente di cosa stiamo parlando e che ci sono poche parole per descriverli al meglio, chi non li conosce ancora invece dovrebbe farsi un esame di coscienza.
Apparte gli scherzi, ascoltateli e basta!! È l’unica cosa che ci sentiamo di dirvi!

THUNDERCAT
Siamo passati vicino al suo palco solo per vedere da una distanza ragionevole il suo BASSO GIGANTESCO.
E lo è davvero.

LOS PLANETAS
Loro sono stati il grande scherzo di Gabi dopo aver annunciato a sorpresa Skepta a causa della defezione all’ultimo minuto dei Migos.
Altro colpo di scena: sul palco Seat si esibiscono ma al posto del rapper inglese ci troviamo la versione spagnola dei Modena City Ramblers!
Per il ventennale del loro album Una semana en el motor de un autobus il main stage del festival si trasforma in una gigantesca sagra con spagnoli che cantano e nessun rispetto degli orari.
Le altre band devono spaccare il millesimo ma loro no, possono fare anche 4/5 encore perchè sono i Los Planetas (chiiiiiii?)

CHARLOTTE GAINSBOURG
Gira voce che a posto dei Migos (aereo perso quindi ciao primavera…mahh!) ci sarà Skepta e quindi tanta roba!!
Dopo poco però la comunicazione ufficiale è un’altra e Skepta suonerà il giorno dopo: un po’ frustrati diamo un occhiata all’app del festival e decidiamo di dirigerci verso il Primavera with Apple Music dove c’è Charlotte Gainsbourg.
Il live è eleganza pura, luci bianche da disco anni ’80 e si inizia subito a ballare. La sua è un’elettronica soft con un cantato che passa dal francese nelle frasi all’inglese pop e paraculo nei ritornelli.
Il tutto è stato piacevole ma molliamo poco prima della fine…perché?…perchè Tyler ci aspetta a 1km di distanza e vogliamo essere sottocassa.

TYLER, THE CREATOR
Eccoci qui a raccontarvi uno dei più attesi e dei più bei momenti di tutto il nostro Primavera Sound 2018: il concerto di Tyler.
Volevamo vederlo da vicino e ci siamo, seconda fila solo perché degli strafottenti e simpatici bimbi inglesi (età dai 10 ai 14) sono lì davanti tipo dal giorno prima per il loro idolo.
Dopo insulti (giusti) vari a chi possiede il bracciale vip (possibilità di entrare al pit sotto palco con entrata privata anche a pochi minuti dal concerto) e dopo aver parlato di coca, fica e alcol, i bambini si preparano al concerto perché si spengono le luci e noi ci sentiamo un po’ come loro…pronti a saltare e sputare merda come fa IL CREATORE!!!
Quando lo spettacolo inizia è una bolgia…i bassi ti aprono in due cranio e sterno, si salta, ci si spintona, si urla, si rappa,si fa macello in poche parole.
Tyler è sempre sul pezzo e divora tutti noi in un’ora di show puro che culminano alla salita sul palco di Asap Rocky per Who that Boy ed è qui che si raggiungono apici che nemmeno alla corrida.
Alla fine siamo distrutti, letteralmente…i salti hanno alzato la peggio sabbia e si respira a malapena ma torna subito la luce al ritrovamento, vicino ad una carta di credito, di 20 euro.
La birra post concerto è stata offerta dal tipo intelligente che si presenta ai concerti così come se andasse in chiesa: NUMERO 1 come Tyler!!!

2 Giugno

SHELLAC
Gli Shellac sono la band più famosa del Primavera Sound: la loro presenza è scontata ogni anno e sono state create apposite t-shirt a riguardo proprio dal merchandising del festival stesso.
Noi avendoli visti lo scorso anno quest’anno non li avevamo considerati e allora gli organizzatori ci hanno preparato un bello scherzetto/sorpresa!
Alle 17:00 apre il festival e appena dentro notiamo una batteria e due amplificatori pronti per un live unexpected proprio all’ingresso.
Dalle notizie social sembra che siano proprio gli Shellac a suonare e infatti dopo 5 minuti arrivano e fanno una mezz’oretta di show puro con la gente tutta intorno che si diverte. L’atmosfera era proprio amichevole e all’ultimo pezzo tre bambini sono stati chiamati a suonare un tamburo insieme al batterista…momento stupendo! Tutto ciò dimostra quanto al Primavera siamo tutti una grande famiglia in cui ci si sente a casa.

CAR SEAT HEADREST
Cresciuti con l’indie rock siamo arrivati carichi al concerto del fenomeno americano Will Toledo che ha riportato in auge un genere che negli ultimi anni non trovava più i fausti di un tempo (Strokes, Arctic etc…).
Dopo due album bellissimi siamo in molti ad attenderlo ed il Primavera per l’occasione riserva loro uno dei due main stage.
Il ragazzo è carico e per tutto il live salta e balla sul palco animando il pomeriggio afosissimo. La band giovane ha voglia di suonare e si scatena rendendoci molto partecipi…come sempre alla fine la consapevolezza che tutto ciò si è appena concluso ci rende molto tristi e come sempre ci consoliamo con una birra fresca!

ARIEL PINK
Maglia di Call of Duty, stivali da soldato e si esce a comandare.
Un’ora tirata di voci effettate, musica disturbante e tanta adrenalina. Ariel è sempre in spolvero e a noi piace sottolineare la sua capacità, anche qui, di mescolare vari generi aggiungendo alla perfezione la sua impronta stilistica e la sua carica energica.

SLOWDIVE
Difficile spiegare a parole la forza emotiva, la bellezza, l’armonia del live degli Slowdive. Probabilmente il più bel concerto a livello di musica e suoni di questa edizione a detta di tanti, noi compresi.
L’acustica è delle migliori e loro tirano giù tutto variando da momenti di pura estasi shoegaze ad altri di pura adrenalina da sfondare i timpani. Sono una grande band che ci era mancata tanto…fortuna sono tornati e fortuna anche noi più giovani abbiamo potuto godere della loro straordinaria performance.

LORDE
La ragazzina emo che tutti conoscevamo non esiste più e questa performance ne è la prova.
Ella Marija Lani Yelich-O’Connor in arte Lorde riesce a portare a casa la pagnotta visto che il palco è uno di quelli importanti, il Seat, e davanti a sè ha migliaia di persone.
I volumi non sono il massimo e anche il pubblico non sembra proprio entusiasta ma a noi lei è piaciuta e anche parecchio.
C’è anche da dire che la ragazza apre agli Arctic Monkeys e purtroppo l’attenzione è catalizzata altrove.
Promossa!

ARCTIC MONKEYS
Ci aspettiamo di vederli da km visto che l’hype per questo live è altissimo e dopo 2 giorni di prime file e transenne non vediamo l’ora.
Purtroppo l’esibizione delle “scimmie”, citando la scritta alle loro spalle, è una delle più grandi delusioni dell’intero festival.
I volumi sono bassi, la distanza dal palco si fa sentire e sembra quasi che la grinta svanisca a mano a mano. Un peccato davvero!!
D’altronde noi abbiamo un’idea: i festival non sono fatti per vedere i grossi nomi del cartello ma per scovare le chicche nei palchi piccoli.

GRIZZLY BEARS
Amici, cosa sono dal vivo i Grizzly Bears?…Sono passione, sono malinconia, sono emozioni e vibrazioni.
Una performance quasi commovente: la musica migliore mentre la notte scende su Barcellona.
Non potevamo chiedere di meglio per riposare le nostre gambe ed aprire la nostra mente ai cori e synth caratteristici della band americana.

ASAP ROCKY
Altro artista principale, altro palco gigante ma stavolta siamo più vicini, grazie al ritardo nella scaletta della serata delle Scimmie Artiche.
Il pubblico di Asap è decisamente da fashion week: ragazzine in piena crisi ormonale e fighetti.
E si vede…. nonostante abbia collaborato con entrambi, Asap resta anni luce lontano da Tyler e Vince (entrambi al Primavera i giorni precedenti).
Occhio fisso verso la telecamera da perfetta star, pause lunghissime tra una canzone e l’altra e anche questo live in poco tempo scorre via.
Il ragazzo non riesce neanche a cantare un pezzo nella sua interezza visto che spesso e volentieri lascia andare la base o le seconde voci.
A noi piace riassumerlo così:
nelle sue canzoni si sente spesso il suono del caricamento di una pistola… Ecco Asap le pistole le carica ma… non spara mai.

BEACH HOUSE
A notte inoltrata sembra a tanti l’orario meno opportuno per godersi il concerto dei Beach House e invece abbiamo poche parole per descriverlo: quello che suscita dentro la musica della band di Baltimora non si può spiegare.
Inquietudine, solitudine e nostalgia miste a gioia, bellezza e sentimento…non ci chiedete come sia possibile ciò perché non riusciamo ancora a capirlo.
Il loro ultimo album 7 sarà uno degli album più belli dell’anno e da vivo tutto ciò rende sicuramente ancora di più.

SKEPTA
Il rimpiazzo di lusso di questo Primavera, nonché rapper di Londra, è sicuramente di un altro livello (musicale e non solo) rispetto ad Asap.
Skepta mangia il palco e fa saltare tutti gli inglesi presenti sul posto.
Per noi è la seconda volta in due edizioni che lo vediamo live e c’è da dire che le cose non sono cambiate, anzi semmai migliorate.
Il suo Grime scorre veloce e con un flow pazzesco… la giusta chiusura per questa ultimo giorno al Parc del Forum.
Ci dirigiamo verso l’uscita con un misto di adrenalina e tristezza per la fine dell’evento.

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