Slowdive ~ 03/03 Bologna

Sabato pomeriggio. Si parte di nuovo verso Bologna. Si parte, di nuovo, con condizioni meteorologiche pessime: dopo tre giorni di neve, oggi piove a dirotto. E sembra non voler smettere più. Eppure partiamo anche stavolta. Su ci aspetta un altro live, l’ennesimo. Stavolta è il turno degli Slowdive band storica inglese riunitasi dopo più di 20 anni di silenzio musicale.
Tra due chiacchiere e qualche cazzata, il tempo di un panino, in poco meno di 2 ore e mezza siamo in fila per entrare. Fuori il freddo ci congela le ossa ma, pazienti, aspettiamo che tocchi a noi.
Finalmente ci siamo, il locale (Locomotiv) lo conosciamo già bene e dentro, al caldo, l’attesa diventa più piacevole. Notiamo subito che quasi tutti intorno a noi hanno almeno 20,30 anni di più e tutto ciò non fa altro che far salire la nostra curiosità alle stelle: se sono qui, se, come noi, sono venuti qui apposta e magari come noi, si sono fatti un bel viaggio, è evidente che un motivo c’è.
Il gruppo spalla inizia e a noi non ci resta che ascoltare!
Sembra andare tutto per il meglio finalmente quando la mia compagna di viaggio, d’un tratto, sviene. Dopo 15 minuti di delirio generale, trambusto e bibite piene di zuccheri, la situazione sembra tornare alla normalità di nuovo ma ahimè, il gruppo spalla ce lo siamo quasi del tutto persi.
Per quello che siamo riusciti ad ascoltare però possiamo dirvi che i Dead Sea meritano una seconda chance. Possibilmente senza svenimenti stavolta!
Ok, adesso facciamo sul serio, sul palco: gli Slowdive!
I suoni iniziano lenti, leggeri, una coperta calda che ti avvolge. Le luci, il caldo e la musica dolce ci fa dimenticare l’inverno fuori e tutte le disavventure.
D’un tratto il ritmo si alza, una primavera di suoni che ci inonda di colori e ci riempie.
La gioia che si prova ad ascoltarli dal vivo è quella di veder sbocciare contemporaneamente un miliardo di fiori tutti insieme.
Passiamo da canzoni nuove ad altre un po’ meno recenti( e per meno recenti intendo circa 20 anni fa!) con suoni e ritmi che ti riportano indientro a lontani ricordi sentiti quando eri bambino o almeno lo eravamo noi!
L’effetto comunque non cambia:sempre un trionfo di accordi che ti si rimescolano dentro.
È difficile non ballare, anche se si tratta, come nel nostro caso, di un semplice movimento del piede. È ancora più difficile, quasi impossibile, non cantare.
Per la prima volta, ci rendiamo conto che la musica è un filo conduttore tra generazioni che non avrebbero troppe cose in comune. Eppure stasera, come per magia, succede.
Il concerto finisce. Si torna a casa.
A noi resta dentro questa piccola primavera.

Scaletta:

  • Slomo
  • Slowdive
  • Crazy for You
  • Star Roving
  • Avalyn
  • Catch the Breeze
  • No Longer Making Time
  • Souvlaki Space Station
  • When The Sun Hits
  • Alison
  • Sugar for the Pill
  • Golden Hair (Syd Barrett cover)
  • 40 Days


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *