The War on Drugs ~ 18/11 Milano

Milano. 17:30. Tram 27 in piazza Duomo direzione Fabrique.
Perché? Perché stasera ci sarà l’unico live italiano dei The War on Drugs dopo l’ennesimo album capolavoro A deeper understanding e noi aspettiamo questo momento da molto molto tempo.
Ore 18:00, siamo davanti al locale. A farci compagnia soltanto il freddo. Sappiamo però che avremo come ricompensa un concerto direttamente dalla prima fila.
L’attesa fuori scorre liscia come l’olio grazie alla compagnia divertente di fans ansiosi come noi: si parla emozionati dell’ultimo album e soprattutto del predecessore Lost in the dream che senza troppi giri di parole è sicuramente uno degli album più belli dell’ultimo decennio.
Finalmente entriamo e siamo proprio lì, esattamente dove sognavamo di essere,in primissima fila, sotto al palco.
Il gruppo spalla, The Barr Brothers, ci colpisce e il tempo scorre veloce tra un’arpa, un violino, una slide guitar e uno slow rock davvero piacevole.

Ore 21.30. Ci siamo!! Adam Granduciel e i suoi The War on Drugs arrivano sul palco.
In chains apre lo show e non possiamo chiedere di meglio visto che è proprio una delle nostre canzoni preferite.
La scaletta è incentrata tutta sugli ultimi due album della band americana tranne qualche chicca del passato come Baby Missiles e Buenos Aires Beach.
Tutto è davvero bellissimo.
La sezione ritmica con Charlie Hall alla batteria e Dave Hartley al basso è qualcosa che entra nel petto e nelle gambe e non va più via per tutto il tempo del concerto. Il rullante e la cassa sono picchiati così corposamente che echeggiano in testa fino al giorno dopo, il basso è semplicemente perfetto come poi lo è il resto della band tra le seconde chitarre, il sax e quei fantastici tappeti musicali creati dai synth che ci avvolgono e cullano.
Tutto contorna magicamente Adam e le sue chitarre che sono il vero fulcro e cuore dei The War on Drugs: intime, vivaci, possenti, melodiche, paradisiache.
L’apice dello show arriva con i singoli: Red Eyes, Pain e Holding On ma è Under the Pressure la perla che aspettiamo intrepidi e infatti appena inizia ci facciamo trascinare dalla musica e dall’energia emanata dal palco, direttamente fino all’anima.
Sappiamo che stiamo vivendo una cosa meravigliosa, tutti insieme.
Dopo la poesia struggente di In Reverse, Adam e soci escono per una piccola pausa e acclamati dal pubblico rientrano per un encore che vorremmo non finisse mai!
Purtroppo però dopo altre due canzoni e due ore piene di live la band ci saluta per l’ultima volta e un magone indescrivibile ci assale fino a sotto le coperte dove l’eco del concerto ci culla fino a farci addormentare. Felici!
Grazie Adam, grazie The War on Drugs, grazie MUSICA.

Scaletta:

  • In Chains
  • Baby Missiles
  • Pain
  • An Ocean in Between the Waves
  • Strangest Thing
  • Knocked Down
  • Nothing to Find
  • Buenos Aires Beach
  • Red Eyes
  • Thinking of a Place
  • Holding On
  • Lost in the Dream
  • Under the Pressure
  • In Reverse
  • Burning
  • You Don’t Have to Go

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